L'anticamera del cestino

Raccolta differenziata di esperienze di dubbia utilità

Chi usa software proprietario limita la propria libertà

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Una recente intervista di techradar a Richard M. Stallman riportata in forma sintetica su OneOpenSource ha scatenato il solito flame. Chi sottovaluta l’importanza del software libero, accusa Stallman di estremismo sostenendo che porta più danno che utile al software libero. Si aggiungono poi coloro che criticano le performance, l’usabilità, o gli aspetti tecnici del software libero o il fatto che su GNU/Linux manca questo o quell’altro programma.

Il software libero non è una questione tecnica, ideologica o di qualità. Il software libero è una questione di libertà dell’utente. Chi utilizza software che non può controllare, chi salva i propri documenti in un formato le cui specifiche sono note solo al produttore, inevitabilmente finisce per essere dipendente dal produttore del software, in altre parole, finisce per essere “controllato”. Questo fenomeno è noto in economia con il temine di vendor lock-in, ovvero gli ostacoli posti in essere da un venditore per scoraggiare o rendere impossibile il cambiamento al proprio cliente.

E’ innegabile che chi utilizza software proprietario limita le proprie libertà il problema è che spesso non se ne rende conto. Quasi sempre rinuncia alla libertà di poter usare il programma come vuole, rinuncia alla libertà di poterlo studiare, modificare, e distribuire. Chi utilizza formati di file dalle specifiche proprietarie rinuncia alla libertà di poter scegliere il software con il quale gestire i propri file.

Quindi penso che Stallman e la Free Software Foundation facciano bene a difendere il software libero e ad informare sui rischi che corrono coloro che utilizzando software proprietario.

Written by Max-B

5 luglio 2011 a 16:39

Pubblicato su Software libero

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Una Risposta

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  1. Sono d’accordo. E’ importante difendere il software libero, per difendere e garantire la libertà di scelta di chi lo preferisce. Spesso la maggioranza degli utenti si orienta in direzione di un software proprietario e per ottenerlo compie atti di pirateria (e qui non voglio confondere il software “libero” con quello “gratuito”, anche se spesso le cose coincidono e gli internauti più ingenui non ci pensano) perchè molte volte il software proprietario è anche molto costoso. Il software libero offre molte opzioni alternative e spesso (a parer mio) anche più convenienti, tuttavia utilizzare software non proprietario è innanzi tutto un modo di pensare, quindi di agire, simile in tutto e per tutto ad una filosofia di vita che non tutti comprendono ed accettano.

    Agnese

    11 settembre 2011 at 14:53


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