L'anticamera del cestino

Raccolta differenziata di esperienze di dubbia utilità

La community di Gnu/Linux

with 3 comments

Esprimere un giudizio generalizzato sulla comunità di GNU/Linux, come leggo in questo post di Uriel è come esprimere critiche generalizzate sui Francesi, sui calciatori, sui benzinai o sui Lombardi. La Community di GNU/Linux è variegata tanto quanto lo sono le persone che, in modo diverso, hanno a che fare con il mondo dell’informatica. Ci sono quelli che leggono Wired e sono convinti di essere dei guru dell’informatica perché hanno scaricato un password generator per i più importanti programmi commerciali, hanno installato una distro in dual boot e, ovviamente, non hanno capito cos’è il Software Libero, ma ci sono anche quelli che hanno sviluppato parte del codice libero che usiamo tutti i giorni, quelli che hanno progettato l’interfaccia, quelli che l’hanno tradotta, quelli che hanno corretto la traduzione, quelli che hanno scritto la documentazione, quelli che usano quotidianamente Software Libero e hanno risolto problemi complessi.

Se abbiamo bisogno di aiuto dobbiamo prima di tutto cercare la community adeguata a quello che cerchiamo, come avviene nella vita di tutti i giorni. Se ho un problema alla mia auto e chiedo aiuto al frequentatore abituale del Bar Sport avrò probabilmente una risposta diversa rispetto a quella che potrebbe darmi il mio meccanico pur essendo entrambi automobilisti.

Qualche mese fa ho partecipato attivamente, sul territorio nazionale, alla campagna PDFreaders della Free Software Foundation Europe. Nel corso delle mie attività mi è stato segnalato da un Comune Italiano un problema su Evince. Ho verificato il problema poi mi sono registrato alla Mailing List di Evince per chiedere aiuto. Nel giro di poche ore sono stato contattato da uno sviluppatore di Evince che ha preso in carico il mio problema, ha controllato il codice, poi mi ha spiegato la causa del problema e mi ha assicurato che sarebbe stato corretto nella prossima release.

Forse nel mio caso ha giocato un ruolo importante la mia attività nella campagna che di fatto porta visibilità ai lettori PDF liberi fra i quali Evince, ma in un certo senso la community di GNU/Linux funziona un po’ così: puoi scegliere se svagarti con essa, se sfruttarla, se criticarla o, nei limiti delle tue capacità, se dare un tuo contributo, ma in ogni caso, che tu lo voglia o no, fai parte di questa comunità.

Io sono felice di far parte della comunità che utilizza Software Libero e il fatto che oggi sia così varia mi fa sperare in un futuro più libero, almeno per quanto riguarda l’informatica.

Written by Max-B

23 maggio 2011 a 20:13

Pubblicato su Caotico indifferenziato

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3 Risposte

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  1. Vabbè…ma Uriel Wolfstep bisogna prenderlo per com’è..deve fare a tutti i costi il personaggio. Se per questo il nuovo post dice che gli Indiani godono nel vedere soffrire gli altri (ah già…NON tutti, la maggior parte però si). E’ un po’ come Beppe Grillo, spara nel mucchio.

    Vavilov

    24 maggio 2011 at 11:23

  2. Mi pare che Uriel sia tutt’altro che Beppe Grillo. Magari usa termini scomodi e non certo politicamente corretti, mase non altro argomenta correttamente le sue sentenze.
    Da tempo ho smesso di chiedere nei forum: se una cosa non funziona, o trovi la documentazione giusta, o stai fresco.
    Non dimentichiamo che il kernel Linux è una macchina da soldi, (vedi Google, vedi Yahoo che recentemente sta passando da BSD a Linux). Quindi è apparentemente libero, open source e tutto: la struttura di management che domina il core development è tutt’altro che un bazaar, è una cattedrale.
    La comunità del free software sta diventando troppo religiosa e poco pragmatica, il chè se ci pensiamo è un paradosso, visto che in fondo di scienza si tratta.

    Rob

    24 maggio 2011 at 18:44

  3. @Rob:
    Il fatto che il kernel Linux sia una macchina da soldi e parzialmente controllato da multinazionali non significa che non sia libero. Quello che rende un software libero è la sua licenza. Il kernel Linux è rilasciato con licenza GPL v.2 quindi è completamente libero (almeno quando non include firmware proprietari).

    La comunità del kernel sarà sempre libera e, se lo vorrà, potrà farsi il suo fagotto pieno di codice e fare un fork. Questo ci è stato insegnato recentemente dalla Document Foundation e da LibreOffice.

    Tu dici che la comunità del software libero è troppo religiosa, io penso che sia troppo poco catechizzata perché c’è ancora gente che confonde politica di sviluppo con software libero o open source. Il software libero prima di essere un problema di scienza, di codice o di performance è un problema di libertà o, per essere più pratici e meno religiosi, un problema di licenza d’uso.

    Max-B

    25 maggio 2011 at 08:59


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