L'anticamera del cestino

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Antivirus e firewall per proteggere i bambini

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Ieri (3 febbraio 2009), come di consueto, alle ore 7.30 è andata in onda la trasmissione “La Borsa o la Vita” su Rai Radio 1 condotta da Roberto Zampa e Maria Teresa Lamberti. Il tema di chiusura della trasmissione era il rapporto fra internet e i bambini. La trasmissione, della quale è disponibile copia registrata sul servizio podcasting di RAI, è iniziata con alcune testimoninaze di bambini: una compilation di dichiarazioni sconcertanti di bambini che si sono imbattuti in siti a contenuto sessuale o violento.

Dopo questa introduzione, i conduttori hanno consultato due esperti. Prima il prof. Crepè (spero si scriva così?) il quale ha spiegato che, le testimoninaze riportate dal servizio, sono storie di solitudine che non hanno nulla a che vedere con la rete. Il professore ha aggiunto che non esiste un età adatta per internet poiche sulla rete sono anche presenti cose dall’innegabile valore pedagogico. Il professore si è anche chiesto quanti insegnati sanno veramente usare internet e quante scuole sono dotate di banda larga. Insomma un intervento che personalmente ho condiviso. E per questo vi invito ad ascoltare la trasmissione.

Poi la parola è passata all’avvocato Andrea Monti il quale ci ha dato alcuni consigli pratici per proteggere i nostri bambini. Vi riporto la trascrizione.

CONDUTTRICE: (n.d.r. riferito al problema della sicurezza dei bambini in rete). Avvocato ci sono soluzioni al problema anche in termini strettamente pratici?

CONDUTORE: …brevemente avvocato perchè siamo in chiusura.

AVV. MONTI: In termini estremamente rapidi…l’errore fondamentale è pensare che la colpa sia della tecnologia e non delle persone come ha già detto il professore Crepè. Da un punto di vista pratico è una battaglia persa perchè i bambini sono sicuramente più alfabetizzati dei genitori. Quello che un genitore può, fare dal punto di vista tecnico, quantomeno è dotarsi di antivirus, di firewall e di altri sistemi che a monte, quindi senza nemmeno l’ingresso sul singolo PC, controllano o consentono di controllare a posteriori quello che è successo.

Premesso che non vedo quale sia l’utilità di “controllare a posteriori quello che è successo”, se lo scopo è quello di proteggere la navigazione dei bambini, il consiglio che ha dato l’avvocato Andrea Monti è inutile. La cosa preoccupante è che esso può essere addirittura fuorviante se, ad esempio, un genitore pensa di risolvere il problema comprandosi un antivirus o installando un firewall.

Il miglior modo per proteggere i nostri bambini è educarli e accompagnarli nella navigazione e nell’uso del PC. Se non avete conoscenze tecniche consiglio di contattare il vostro provider e chiedere se fornisce filtri per la navigazione protetta da contenuti per adulti o violenti. Molti servizi adsl lo forniscono (es. Alice ADSL).

Written by Max-B

4 febbraio 2009 at 17:01

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